SEGNI

Il Geometrico Attico

La documentazione più numerosa e migliore del Geometrico proviene dall'Attica, specie dal Ceramico, dall'Agorà e da Eleusi. La sua evoluzione copre i due secoli che vanno approssimativamente dal 900 al 700 a.C. e può essere convenzionalmente divisa in tre fasi.

Primo Geometrico (900 - 850 a.C.)

Come già detto il Geometrico rinuncia ai motivi circolari per quelli lineari, particolarmente per il meandro. Quest'ornamento, posto o in un pannello o ripetuto a formare una fascia continua, all'inizio appare con l'aspetto di una merlatura e formato da trefoli paralleli (fig. 1) - plausibilmente una versione angolare della linea ondulata del Protogeometrico - o riempito da punti, ma presto è regolarmente avviluppato e tratteggiato (fig. 2),

Fig. 1
Anfora attica (h. 72,2 cm), circa 875-850 a.C.; Atene, Museo del Ceramico.
Fig. 2
Oinochoe attica, 900- 850 a.C. da Atene; Londra, British Museum
.

diventando così caratteristico del Geometrico attico. Altri ornamenti sono: zig-zag, sia orizzontali sia obliqui, file di triangoli pieni; mentre i cerchi concentrici sono di moda solo su crateri e su anfore.
Per quanto riguarda le forme dei vasi di stile geometrico, l'anfora è resa più snella e più alta, in parte per l'allungamento del collo; il cratere continua ad essere usato; l'oinochoe diventa più tozza e più solida; la coppa perde l'alto piede protogeometrico per una larga base, come se il vaso fosse stato segato per una breve porzione del corpo. E' usata anche una curiosa pyxis ovoidale con la base a punta, a dispetto della stabilità a cui si tendeva. La lekythos è sostituita da una tozza oinochoe dal collo stretto.
La sistemazione della decorazione dipende approssimativamente dalla forma del vaso, ad esempio nell'anfora è la posizione delle anse che determina quella della principale area decorativa: così nelle anfore con le anse attaccate alla pancia l'enfasi decorativa è posta su un pannello steso tra di esse (fig. 3); o nelle anfore più recenti con le anse attaccate o alla spalla o che si prolungano fino al collo il pannello è sistemato rispettivamente sulla spalla o sul collo. Un esemplare, più tardo, del secondo tipo è mostrato nella fig. 4
e presto diventa canonico;

Fig. 3
Anfora attica primo geometrico, 860 - 840 a.C. - Atene, Museo del Ceramico

Fig. 4
Anfora Attica con anse, 850 - 825 a.C. Atene, Museo del Ceramico

in esso il pannello sul collo, più ampio del solito, e l'ornamento posto attorno alla pancia diventano d'importanza simile, per cui le fasce della restante decorazione si moltiplicano ma si fanno più sottili.

Medio Geometrico (850-760 a.C.)

Quanto detto sulle tendenze del Primo Geometrico viene attuato nella metà circa del IX sec. a.C. con il Medio Geometrico: le forme ereditate vengono rifinite, la composizione si fa più precisa. La fig. 4 mostra un'anfora il cui collo reca la decorazione principale in un pannello, che in altezza arriva al punto d'inserzione superiore delle anse, e la pancia un'altra zona decorativa con gli stessi motivi. Come si nota la decorazione comincia a coprire l'intera superficie del vaso, ma non in modo oppressivo; la zona di transizione dal collo alla spalla, prima trascurata, è adesso ben articolata; le proporzioni sono armonizzate. Sul piano artistico l'insieme è pianificato secondo una logica ripetitività del semplice ornamento: c'è poco spazio per l'originalità ed ancora meno per il virtuosismo. La conseguenza di ciò è la uniformità del livello generale raggiunto.
In questi cento anni si assiste ad un continuo schiarimento del fondo del vaso per l'inserimento di più fasce di ornamento (confronta la fig. 2 con la fig. 5) e ad una divisione di una area in pannelli (vedi la versione più tarda e completa nell'oinochoe della fig.7), come già avveniva nel Protogeometrico. Con il procedere di queste due tendenze il vaso viene considerato sempre più una superficie da coprire piuttosto che una forma da enfatizzare, in altre parole si assiste allo scollamento tra la forma e la decorazione. Il risultato si può cogliere nella pyxis tardogeometrica mostrata nella fig. 6.

Fig. 5
Oinochoe medio geometrica, 800-760 a.C., Londra, British Museum.

Fig. 6
Pyxis attica geometrica (h. con il coperchio 23,5), 750 a.C. circa; Boston, Museum of Fine Arts.

Le novità ornamentali sono: triangoli opposti tra pennellate verticali, nell'ottavo secolo cerchietti uniti tangenzialmente e, la più importante, l'introduzione di figure animate, apparse precedentemente ma raramente e in modo non significativo. Cavalli, uccelli e figure umane sono posti prima in zone secondarie e poi nelle più importanti e avranno ulteriore evidenza nel Tardo Geometrico. Naturalmente tali figure non appartengono al Geometrico astratto ed era richiesto un certo tempo per adattarle, per cui le prime rappresentazioni godono di una libertà più grande di quanta sarà permessa successivamente.

Tardo Geometrico (760-700 a.C.)

La decorazione è ulteriormente arricchita tanto da coprire quasi l'intera superficie del vaso e suddivisa in campi, spesso in una serie di pannelli più o meno quadrati riempiti con svastica o quadrifoglio (fig. 6). I meandri sono sempre più complessi ed è inventata la cosiddetta Mano a Tappeto (Tapestry-Hand), cioè il motivo a larga fascia di quattro file di losanghe riempite alternativamente di scacchiere e di piccole losanghe di evidente ispirazione tessile (fig.7).
Gli artisti più ambiziosi si rivolgono sempre più frequentemente alle figure animate. Il primo gruppo di artigiani che si può isolare è quello della bottega del Dipylon, la cui produzione che la contraddistingue è quella dei monumentali vasi funerari. Nelle anfore la scena più importante è posta nella zona compresa tra le anse, mentre in alcuni crateri si hanno ben tre registri con scene di combattimenti e di funerale.

Fig. 7
Oinochoe attica geometrica (h. con il coperchio 80 cm), 750 a.C. circa, dell'officina del pittore del Dipylon; Atene, Museo Nazionale.
Fig. 8
Anfora attica geometrica (h. più di 1,50 m), 760 a.C. circa, del pittore del Dipylon; Atene, Museo Nazionale.

Esemplare è la cosiddetta anfora del Dipylon (fig. 8), capolavoro dell'officina, anche per lo straordinario stato di conservazione. Le aree scure sono limitate alla striscia inferiore della modanatura dell'orlo, alla zona di transizione dal collo al corpo e alla base. La parte restante è coperta da fasce d'ornamento più o meno larghe, che avvolgono il vaso in modo continuo tranne tra le anse. Quest'ultima zona (fig. 9) è coperta da una scena di esposizione del defunto (o, giungendo la veste ai piedi, defunta?) sul letto funebre (prothesis), ai cui piedi sono due donne inginocchiate e due uomini seduti, ed altri uomini sui lati, gli ultimi a sinistra armati (non visibili nel particolare proposto nella fig. 9). Le figure umane sono ormai nella forma geometrica canonica, inorganica ed astratta: testa e gambe di profilo; torace frontale; arti superiori visibili, come generalmente gli inferiori; le dita rilassate simili a denti di pettine, quando presenti. Allo stesso schema è conformato anche il cadavere. La tecnica è a silhouette piena. Non si nota alcuna differenziazione sessuale, eccetto per le spade delle figure poste all'estrema sinistra. Sul collo sono posti cervi pascenti e capre con le teste volte all'indietro e zampe sottostanti (posizione quest'ultima che può essere una prima importazione dall'Oriente).

Fig. 9
Particolare dell'anfora della fig. 8.
Fig. 10
Cratere attico geometrico frammentario (h. 58 cm), metà VIII sec a.C. circa, del pittore del Dipylon; Parigi, Louvre.

Ma qui gli animali sono ripetute come uno schema e non sminuiscono la scena principale.
Altri vasi emblematici dello stile sono due crateri, pure della bottega del Dipylon, uno del Louvre (fig. 10) in cui è raffigurata una scena di esposizione del morto sul letto tra molti piangenti; una sfilata di carri e, sotto le anse, una nave che fende il mare forse evocano il valore del defunto e l'altro di Atene (fig. 11) in cui sono dipinti il morto, che non è più sul letto ma su un carro (ekphora) con attorno figure in lamento funebre e, sul registro inferiore, una sfilata di guerrieri su carri.

Fig. 11
Cratere attico, metà VIII sec. a.C.; Atene, Museo Nazionale.

La scuola geometrica attica fu la più ammirata, la più influente e la più esportata: in Egina, in Beozia, Tessaglia, Creta e nelle Cicladi. Nell'VIII sec. a.C. i suoi prodotti sono ritrovati in Siria, Macedonia, Cipro, Italia del Sud ed in Sicilia. Ma nel terzo quarto dello stesso secolo le cose cambiano: entra sulla scena Corinto; lo stile orientalizzante si presenta sulla scena.


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