SEGNI
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Geometrico di altre regioni greche In
Argolide il Geometrico comincia nello stesso periodo dell'attico (cioè
intorno al 900 a.C.), dal quale è influenzato e come questo è
divisibile in tre fasi. Solo nella fase più recente, approssimativamente
dal 750 al 690 a.C. si rende autonomo. Però la divisione in campi
risulta eccessiva, almeno all'inizio; i cavalli nelle scene figurate
diventano comuni, assumendo talvolta posizione araldica; il meandro
è molto utilizzato, specie il cosiddetto 'meandro a scalini',
posto obliquamente. Ogni spazio disponibile della superficie vascolare
è coperta dalla decorazione, sia essa geometrica o figurata.
L'effetto totale risulta per lo più pesante. L'esemplare più
conosciuto dello stile geometrico argivo è un cratere (fig. 15)
con due palafrenieri in posizione araldica.
In
Eubea, ma forse non ad Eretria, restava dominante il Subprotogeometrico
fino alla metà dell'ottavo secolo, quando si formava sotto l'influenza
attica una versione del Medio Geometrico. Ma già nel 725 a.C.
circa l'influenza corinzia prese il sopravvento. Ad una bottega euboica
sarebbe attribuibile un pithos (fig. 16) ritrovato a Cipro, i cui motivi
decorativi sono stambecchi sdraiati, uccelli e cavalli. Da notare i
due stambecchi che si rizzano ai lati di un albero. In Occidente ceramica
euboica è presente in Sud Italia, in Sicilia, Etruria e a Pithekoussai
(Ischia) (fig. 17).
Notevoli
le grosse anfore (fig. 18) con collo alquanto ampio caratterizzate da
tre metope uguali sulla spalla in cui sono dipinti in ciascuna un cerchio
con raggi (da cui il nome 'Gruppo della Ruota'), ritrovate a Thera ma
attribuite da alcuni autori alla scuola paria.
che approssimativamente si protrae dall'850 all'820 a.C., è caratterizzato da alcuni elementi tradizionali, come i triangoli e catene di triangoli, altri apparentemente prestiti dall'arte orientale, come i cavi e le fasce con nodi o spirali, ed il motivo a pala di mulino, con alcune forme vascolari nuove, attribuibili all'inventiva degli artigiani locali. Il luogo d'origine di questo stile sembra essere Knossòs. Il secondo soppianta il precedente dopo una fase transizionale (Geometrico Antico) tra la fine del nono e l'inizio dell'ottavo secolo, seguita da una fase media (790-740 a.C.) in cui l'influenza attica è particolarmente forte, la quale si affievolisce nella fase seguente (Geometrico Tardo). La decorazione è modesta, i motivi ornamentali più comuni sono il meandro, losanghe a tratteggio incrociato e zig-zag. Nella fase tarda per le file di cerchi concentrici si fa qualche uso di vernice bianca. Frequenti sono gli uccelli. Le forme sono per lo più quelle attiche: il pithos era il cinerario più comune. Quello della fig. 20 ha una forma ad uovo, è privo di collo ed è fornito di coperchio con pomello centrale.
In Italia il Geometrico più significativo è quello rinvenuto in Etruria, la cui tradizione locale aveva già un'impronta approssimativamente geometrica, a Veio, a Vulci e Tarquinia. I prodotti più antichi, risalenti alla metà dell' VIII sec. a.C., hanno un prevalente carattere euboico: presentano animali a silhouette, uccelli a tratteggio, meandri e losanghe, cerchi concentrici, zig-zag e linee ondulate; invece i prodotti successivi presentano uno stile impoverito, sebbene l'influsso corinzio si faccia sentire sempre più. A Pithekussai e a Cuma è stato trovato materiale euboico o corinzio ed imitazioni locali, a volte distinguibili dall'originale solo dall'argilla. In Sicilia le importazioni sono prevalentemente corinzie, il Geometrico locale fa uso come ornamenti di uccelli, zig-zag, linee rette ed ondulate e cerchi concentrici: ma è una scuola subgeometrica, localizzata nella Sicilia sud-orientale, che perdura fino al quinto. In generale il siciliano è un Geometrico derivato dal corinzio, forse per imitazione, con qualche impronta euboica. |
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