Il Geometrico
La
transizione dal Protogeometrico al Geometrico, sebbene rapida, fu evolutiva
e la differenza tra i due stili è precisa. Nel IX sec. a.C. assistiamo
alla nascita di un ricchissimo assortimento di forme vascolari, in cui
oltre alla staticità della struttura, conseguita con l'intersezione
degli assi, viene raggiunto l'equilibrio delle due forze, la portante
e la gravante, reciprocamente antitetiche. Lo scopo effettivo del vaso
acquista minore importanza nei confronti della forma (particolarmente
evidente nello sviluppo delle anfore e dei crateri), palesando esso
stesso l'ideale artistico del periodo, che è in fondo un ideale
di monumentalità; cioè la tettonica asseconda l'evoluzione
del vaso da semplice cinerario a monumento funerario posto sulla tomba
(alcune anfore di VIII sec. a.C. arrivano ad un'altezza di m 1,75 e
portano scene relative all'estinto e al suo funerale).
Gli ornamenti del Geometrico sono costituiti per lo più da semplici
elementi (punto e linea retta o suoi segmenti angolari), che nel contempo
sono le basi della geometria. La tendenza è verso vasi meno gonfi
in cui la decorazione circolare cede il passo a quella lineare ed al
meandro, non in uso né nella ceramica micenea né in quella
protogeometrica, ma riscontrabile precedentemente nella cultura della
ceramica lineare e parallelamente negli stili geometrizzanti di Sesklo
e di Dimini, entrambi in Tessaglia.
La decorazione è posta per enfatizzare la forma del vaso e spostata
dalla spalla alla pancia e al collo; finché nell' VIII sec. a.C.
le zone decorative, pannelli e strisce verticali, si moltiplicano, spezzando
il ritmo orizzontale, fino a coprirne quasi l'intera superficie.
Ma presto il vigore delle convenzioni geometriche diventa una debolezza;
i pittori, limitati nel repertorio ornamentale, si concedono a nuove
disposizioni che non tengono conto della forma del vaso. Contemporaneamente
si assiste ad un progresso con l'intrusione, sempre nell' VIII secolo,
di figure umane ed animali, disegnate a silhouette e presto geometrizzate
in tipi astratti. Tutto ciò provoca il disinteresse all'arricchimento
della decorazione secondaria.
Comunque nessuno stile ceramico è stato di successo come il Geometrico
attico maturo nell'adeguare la decorazione alla forma del vaso, raggiungendo
il suo scopo con una precisa programmazione mediante un repertorio di
ornamenti molto semplici e meccanici. La ricetta è quindi facile,
non richiede una speciale abilità artistica; per cui, fin quasi
all'esaurimento dello stile, c'è poca ceramica geometrica brutta.
Questo stile impersonale e autosufficiente fiorì per circa duecento
anni. Anche in altre regioni greche si produssero manufatti di stile
geometrico, non raggiungendo però la qualità di quelli
attici.