SEGNI
a cura di Filippo Sciacca e Umberto Bosco

Il progetto
Miti e linguaggi dell'arte ceramica nella storia dei popoli
Segni in età Neolitica:
    Segni a V ed a chevron Segni a M ed a zig-zag
    Meandro Corsi d'acqua
    Segno a pettine

Il motivo a rete e a scacchiera

    Onda

Losanga

    La linea tripla

Segni doppi

    Uovo

La colonna

    La clessidra

La barca

    Spirale e spire di serpente

Sinusoide

    Cordone e treccia

Cerchi

    Falci di luna

Corna e bucranio

    Farfalla

Uncino

    Svastica o croce a quattro battenti

Quadrato

    Vortici

Processioni di animali

    Occhi  
La Ceramica geometrica Greca
    Il Protogeometrico

 

    Il Geometrico  
    Il Geometrico Attico:  
      Primo Geometrico (900-850 a.c.)
      Medio Geometrico (850-760 a.c.)
      Tardo Geometrico (760-700 a.c.)
    Il Geometrico Corinzio  
    Il Geometrico di altre regioni greche  

 

Il progetto

I segni appartengono al linguaggio iconico, cioè ad un tipo di comunicazione che si fonda su un suo codice specifico. L'immagine come segno o come messaggio è quindi un sistema di significazione. E' un linguaggio simbolico immediato che parla al profondo della personalità.

Attraverso l'esplorazione delle attività umane che, nei secoli, hanno portato l'uomo a creare oggetti utili è possibile risalire al pensiero degli antichi artefici.
In tal senso la tecnica e la decorazione della ceramica sono delle straordinarie espressioni della cultura materiale e dell'identità socio-antropolagica dei popoli.

Questo progetto vuole promuovere e valorizzare l'eredità espressa dalla civiltà della terracotta e dell'arte ceramica nei diversi periodi storici.

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Miti e linguaggi dell'arte della ceramica nella storia dei popoli

Caratteristiche di ogni essere umano sono l'istinto e la necessità di comunicare, di scambiarsi messaggi tra loro. Ciò significa che vi sono coinvolti gli aspetti psicologici, antropologici e sociali. "Non si può non comunicare" afferma P. Watzlawick. La comunicazione è un atto intenzionale ed è mediato dai segni.
Ma la comunicazione non si esaurisce solo nel linguaggio verbale. Al contrario, ciascun atto comunicativo si esprime entro uno specifico linguaggio (gestuale, iconico, sonoro, ecc.) Questo si fonda su di un codice. Tuttavia, spesso si è verificato un contrasto fra il linguaggio visivo o iconico, che non si è abituati a decodificare, e la tradizione culturale fondata sulla più comune comprensione del linguaggio verbale.
La semiotica, partendo dalle scienze della comunicazione - entro una teoria generale dei segni - definisce il ruolo e lo statuto comunicativo del linguaggio iconico. La semiotica iconica affronta la questione dell'immagine come segno o come messaggio che può essere espresso o essere letto a partire da un codice, cioè da un sistema di significazione. In tal senso U. Eco ha fondato una semiotica iconica basata sui principi di arbitrarietà e di interpretabilità, poiché i codici iconici sono strutturalmente deboli, poco definiti, in continua mutazione. Di conseguenza i codici iconici vanno decodificati all'interno dei testi. Il testo è un enunciato comunicativo compiuto, una struttura complessa e sistemica sempre correlata alla storia, al suo contesto. Sono testi i racconti, i messaggi pubblicitari, le fotografie, le architetture, i films, le opere d'arte, ecc.
Pertanto anche un manufatto ceramico può essere letto analizzando (decodificando) le sue parti al fine di comprendere la sua funzionalità, la sua espressività o il contenuto della sua comunicazione. Qui la comunicazione-informazione è legata alla creatività. Quando creatività e comunicazione coincidono l'uomo produce manufatti artigianali ed artistici di alto livello.
Il rapporto fra l'uomo e le forme degli utensili ceramici comincia dal Neolitico (6.000-3000 a.C.). L'artigianato ceramico ha avuto come scopo la creazione di opere utili, funzionali nella forma. A partire dal concetto di forma cava, nel cavo della sua stessa mano, l'uomo è divenuto un plasmatore di forme. Dall'argilla ha realizzato i primi vasi e dalle pelli degli animali i primi otri. Ha inventato, trasferendo e perfezionando forme esistenti in natura (frutta, uova, oggetti concavi), la funzione contenitrice del recipiente. Inoltre, di estrema importanza è il fatto che gli uomini del Neolitico nella decorazione non raffiguravano fedelmente le forme naturali, ma utilizzavano l'astrazione. I loro segni erano molto stilizzati e convenzionali, al punto che sono stati sempre considerati come dei semplici 'motivi geometrici', senza sospettare il rapporto intercorrente tra disegno e simbolo. Nasce un vero e proprio linguaggio convenzionale-simbolico, manifestazione di un generale processo di schematizzazione delle forme naturali. Tra gli studiosi che si sono occupati del fenomeno sono da menzionare H. Kuhn, Die Felsbilder Europas, Stuttgard 19713, H. Focillon, Vie des formes, Paris 1933, Marija Gimbutas, Il linguaggio della Dea, 1990. In particolare, quest'ultima studiosa ha approfondito l'iconografia della Grande Dea. La Dea Madre - rappresentata spesso nelle sembianze di Dea Uccello - era nata grazie all'osservazione e alla venerazione delle leggi della natura; era la fonte e la dispensatrice dell'umidità che dà la vita e, come un uccello acquatico, essa congiungeva il cielo e la terra.
Di seguito sono descritti i segni che più frequentemente compaiono sulla ceramica di età Neolitica.


Indice
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Segni a V ed a chevron

Questi segni, presenti già nel Paleolitico Superiore e nel Mesolitico, mostrano legami con gli uccelli e con l'acqua. Rappresentano l'aspetto di uccello della Dea Madre, dispensatrice di vita. Con il segno del triangolo pubico a V era simbolizzata la sua funzione generatrice. Spesso le raffigurazioni di uccelli acquatici (oche, gru, cigni) recavano questi segni. Numerose sono le varianti di chevron: disposti in colonne, opposti, invertiti, ecc. Questi motivi, durante il Neolitico, compaiono frequentemente sui vasi e su altri manufatti. Questa Dea, o l'idea del legame tra il femminile e gli uccelli, è rappresentata anche in vasi e statuette con caratteristiche ornitomorfe. A volte la V o il motivo a chevron possono comparire associate con la X o la croce.

Museo Arch. di Atene. Foto di U.Bosco

Segni a M ed a zig-zag

Lo zig-zag è il più antico motivo simbolico documentato e rappresenta l'acqua corrente o i campi irrigati. Nel VI millennio a.C. la M singola, doppia o tripla si trova frequentemente nella decorazione centrale dei vasi. Il significato acquatico del segno M sembra essere sopravvissuto nel geroglifico egiziano mu, che significa acqua, e nella lettera greca mi.

Museo Arch. di Atene. Foto di U.Bosco - Museo Arch. di Atene. Foto di U.Bosco
Meandro

Anche il motivo a meandro continuo è un simbolo dell'acqua.
Si può trovare, dunque, associato ai segni a M, a V o a chevron su statuette ornitomorfe femminili (anatre) e su statuette antropomorfe della Dea Uccello. Sui vasi il segno base del meandro si moltiplica in bande sul collo e sul corpo del recipiente.
Vaso Funebre Museo Arch. di Atene. Foto di U.Bosco - Vaso Funebre Museo Arch. di Atene. Foto di U.Bosco
Marija Gimbutas "Il linguaggio della Dea" Marija Gimbutas "Il linguaggio della Dea"

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